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        <title>Prefazione</title>
        <author>Murri, Romolo</author>
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          <resp>marcatura a cura di</resp>
          <name>UNIOR</name>
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        <distributor>Accademia della Crusca</distributor>
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        <bibl>Murri, La vita religiosa nel cristianesimo. Discorsi, Roma, Società Nazionale di Cultura, 1907, IV-VI. <date when="1907">1907</date></bibl>
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      <p>Codifica XML-TEI secondo le norme del progetto PRIN</p>
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        <p>PRIN 2012 - Accademia della Crusca</p>
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            <catDesc>Politica</catDesc>
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        <pb n="IV" />{{V}}PREFAZIONE</p>
      <p>Molti parlano del domma cattolico, della Chiesa cattolica, della morale cattolica; molti, anche parlando in chiesa, fanno, con studiato raziocinio e con fiorita eloquenza, l'apologia del cattolicismo. Ma pochi cercano e conducono le anime a cercare nel cattolicismo la vera ed intima vita religiosa, a scuoprire in esso l'essenza e insieme la pienezza di questa; la quale non è né un domma, né una gerarchia, né una morale, ma è appunto una vita, e vuol essere educata ed alimentata come vita, non come raziocinio o convincimento astratto o contemplazione estetica. E mentre i cattolici, i quali hanno nella religione loro i principii della vita vera, spesso ignorano praticamente quelli e non vivono questa, avviene poi che coloro — e sono molti e il loro numero va sempre crescendo — i quali sentono un bisogno vivo e irrequieto di religione non la riconoscono nel cattolicismo di quegli altri la vita dei quali è a loro portata di mano, e cercano qualcosa d'altro e di nuovo.</p>
      <p>Arturo Graf, in un sintomatico e bellissimo articolo pubblicato nella <hi rend="italic">Nuova Antologia</hi> del 1. <pb n="VI" />giugno 1905 e intitolato: <hi rend="italic">Per una fede</hi>, finiva in queste parole: «Aver religione vuol dire riconoscere che c'è nel mondo, e di là dal mondo, una incommensurabile potenza spirituale, che opera per un fine buono, e mantenersi costantemente in contatto con lei, e volere con lei più vita, più intelligenza, più bontà, più bellezza». Esser cattolici vuol dire appunto la stessa cosa: e tutto quello che nel cattolicismo non è questo concetto e questo volere fondamentale, od è un mezzo per educare e promuovere tale concetto e tale volere, od è soprastruzione vana, e cattiva interpretazione dannosa, di questo o di quell'uomo. Tale è l'assunto e tale quindi vuol essere la conclusione dei discorsi che seguono.</p>
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