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      <titleStmt>
        <title>Lodoletta</title>
        <author>Forzano, Giovacchino</author>
        <respStmt>
          <resp>marcatura a cura di</resp>
          <name>Andrea Lanzola</name>
        </respStmt>
      </titleStmt>
      <publicationStmt>
        <distributor>Accademia della Crusca</distributor>
        <availability status="restricted">
          <p>Available for academic research purposes only.</p>
        </availability>
      </publicationStmt>
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        <biblStruct>
          <monogr>
            <author>Forzano, Giovacchino</author>
            <title>Lodoletta</title>
            <imprint>
              <publisher>Sonzogno</publisher>
              <pubPlace>Milano</pubPlace>
              <date when="1917">1917</date>
            </imprint>
          </monogr>
        </biblStruct>
      </sourceDesc>
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      <p>Codifica secondo le norme del progetto PRIN</p>
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          <label>Atom</label>
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      <projectDesc>
        <p>PRIN 2012 – Accademia della crusca</p>
      </projectDesc>
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        <taxonomy>
          <category>
            <catDesc>melodramma</catDesc>
          </category>
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        <channel mode="ws">scritto per essere parlato</channel>
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      <change when="2016-05-17" who="Genova, unità di lavoro PRIN">Prima versione del file</change>
      <change when="2018-07-27" who="Luca Rossetto Casel">Versione 2 modificata per adeguare a schema TEI</change>
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  </teiHeader>
  <text>
    <front>
      <div>
        <head>Lodoletta</head>
        <p>Dramma lirico in tre atti di Giovacchino <persName>Illica</persName> e musicato da Pietro <persName>Mascagni</persName></p>
        <div>
        <head>Personaggi</head>
        <castList>
          <castItem>
            <role>Lodoletta(1)</role>
            <roleDesc>tenore</roleDesc>
          </castItem>
          <castItem>
            <role>La pazza</role>
            <roleDesc>contralto</roleDesc>
          </castItem>
          <castItem>
            <role>Maud</role>
            <roleDesc>soprano</roleDesc>
          </castItem>
          <castItem>
            <role>La vanard</role>
            <roleDesc>soprano</roleDesc>
          </castItem>
          <castItem>
            <role>Flammen</role>
            <roleDesc>tenore</roleDesc>
          </castItem>
          <castItem>
            <role>Giannotto</role>
            <roleDesc>baritono</roleDesc>
          </castItem>
          <castItem>
            <role>Franz</role>
            <roleDesc>baritono</roleDesc>
          </castItem>
          <castItem>
            <role>Antonio</role>
            <roleDesc>basso</roleDesc>
          </castItem>
          <castItem>
            <role>Il portalettere</role>
            <roleDesc>tenore</roleDesc>
          </castItem>
        </castList>
        <p>Le olandesine,Le comari, Un suonatore di violino, Gli altri amici di Parigi, La folla del Boulevard.</p>
        <p>(1)L’azione si svolge nel 1853. Il I° atto in un villaggio olandese. È primavera. Il II° atto nello stesso villaggio. È il mese di Novembre. IL III° atto a <geogName>Parigi</geogName>, nel giardino e nella villa di Flammen. È l’ultimo dell’anno. Per qualche dettaglio del I° e del III° atto, l’autore del libretto si è ispirato ad alcune pagine del romanzo dell’<persName>Ouida</persName>: «Due Zoccoletti».</p>
      </div>
      </div>
    </front>
    <body>
      <div type="Atto" n="Primo">
        <head>Atto Primo</head>
        <p>
          <stage>A destra la capanna di Lodoletta. Dietro la capanna un pesco fiorito. A sinistra una fila di casette. Nel fondo, un muro di cinta. Nel muro un tabernacolo; dentro il tabernacolo una tavoletta, su cui è dipinta una Madonna. Oltre il muro la strada, un laghetto, la campagna.</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>Le comari, i bimbi, Antonio e Giannotto per la festa di Lodoletta</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>Tramonto di primavera. Le comari stanno adornando la capanna con tralci e fiori. Il vecchio suonatore di violino è seduto in un angolo e rimette le corde al suo strumento.</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <stage>(irrompono in scena correndo e gridando come una compagnia di balestrucci: giuocano a nascondello)</stage>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <l>Cercalo cercalo</l>
          <l>prendilo, prendilo</l>
          <l>uì uì uì!</l>
          <l>cerca qui!</l>
          <stage>(al bimbo che deve cercare e che è fuori)</stage>
          <l>aspetta! Aspetta!</l>
          <stage>(consigliandosi sul posto dove nascondere il bimbo che deve essere     nascosto)</stage>
          <l>-Dietro la siepe?</l>
          <l>-Là nel cespuglio?</l>
          <l>-Dietro la casa!</l>
          <l>-Vicino al pesco!</l>
          <l>-Vicino al pesco?</l>
          <stage>(nascondendo il bimbo e chiamando l’altro che è fuori)</stage>
          <l>Sì!</l>
          <l>Vieni! Vieni!</l>
          <stage>(mentre il bimbo del carbonaio entra e cerca)</stage>
          <l>Acqua! Acqua!</l>
          <l>…………</l>
          <l>Brucicchia! Brucicchia!</l>
          <l>…………</l>
          <l>Brucia! Brucia!</l>
          <l>Fuoco! Fuoco!</l>
          <stage>(è scoperto: tutti fuggendo via)</stage>
          <l>Cercami cercami,</l>
          <l>prendimi prendimi</l>
          <l>uì uì uì</l>
          <l>cercami quì</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(sono scomparsi)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <stage>(esce dalla capanna e vedendo le comari affaccendate)</stage>
          <l>Grazie comari</l>
          <l>di quel che fate</l>
          <l>per Lodoletta!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>È la sua festa</l>
          <l>è la sua festa!</l>
          <l>Qui deve sorgere</l>
          <l>una foresta.</l>
          <l>Profumi freschi,</l>
          <l>vivi colori,</l>
          <l>una foresta</l>
          <l>di frutti e fiori!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La voce di Giannotto</speaker>
          <l>Quando all’alba il sol mi desta,</l>
          <l>la prima canzone</l>
          <l>la canto per te!</l>
          <l>La canzone è sempre mesta</l>
          <l>o bimba tu sola</l>
          <l>puoi dire perché!</l>
          <stage>(Giannotto compare al di là del muro, quasi sdraiato, sul carico di fieno, sopra il barroccio)</stage>
          <l>Lodoletta è tornata?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>È ancora al mercato dei fiori.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <stage>(gettando loro un involto)</stage>
          <l>Prendete. Un regaluccio di mia madre.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <stage>(aprono l’involto, guardano)</stage>
          <l>Ah, che bellezza!</l>
          <l>quale ricchezza!</l>
          <l>È seta e trina!</l>
          <l>Con questo Lodoletta</l>
          <l>sembrerà una regina!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Ringrazia e saluta la mamma!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>E tu non resti?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>Vo’ a scaricare</l>
          <l>il fieno e torno!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>Stasera c’è la festa al villaggio!</l>
          <l>Si balla e si canta</l>
          <l>e senza lanterne</l>
          <l>chè poi fa la luna</l>
          <l>e il cielo è sereno;</l>
          <l>bisogna tornare!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Giannotto prosegue la sua strada; le comari vanno a mettere il regalo fra gli altri che sono sul tavolo dentro la capanna).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Tutti, tutti un regalo a Lodoletta…</l>
          <l>Ed io soltanto nulla.</l>
          <l>Ah! Che peccato non aver peccato</l>
          <l>per farle la sorpresa…</l>
          <l>Gli zoccoletti rossi!…</l>
          <l>bisogna tornare!</l>
          <stage>(ai bimbi che corrono)</stage>
          <l>Qui! Bimbi! Qui!</l>
          <l>Bisogna ripassar la canzoncina</l>
          <stage>(al vecchio suonatore di violino)</stage>
          <l>Accorda, Kreb! Attenti.</l>
          <l>Prima la riverenza;</l>
          <l>chi sbaglia, in penitenza</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(i bimbi si mettono in fila come per ripetere una lezione imparata).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <l>Serenata delle fate</l>
          <l>in onor di Lodoletta.</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(si ode il rumore di una ricca sonagliera).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen e gli amici di Parigi</speaker>
          <stage>(Voci chiassose).</stage>
          <l> - Ferma! Ferma! - Sostiamo!</l>
          <l> - Abbiamo sete!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Una carrozza viene da sinistra e si ferma oltre il muro; nella carrozza sono Flammen e Franz in allegra compagnia).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(alle comari)</stage>
          <l>Del latte fresco</l>
          <l>da mungere.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Accidenti!</l>
          <l>Non bevono che latte!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Mungete un secchiello.</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(le comari si avviano a sinistra).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Io preferisco</l>
          <l>soffrir la sete!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>No, devi bere il latte</l>
          <l>magari alla salute</l>
          <l>di Bàdinguet</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Ah! Taci.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Cosa temi?</l>
          <l>Sono in terra d’esilio!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Nulla potrà correggerti</l>
          <l>caparbio peccatore!</l>
          <l>Ti ostini a beffeggiar l’Imperatore…</l>
          <l>e decidi l’esilio! Ah, disgraziato!</l>
          <l>In un paese al latte,</l>
          <l>pudico e costumato,</l>
          <l>tu, il Don Giovanni di Parigi,</l>
          <l>come farai a vivere?</l>
          <l>Tu, il pittore del vizio,</l>
          <l>l’artista del peccato,</l>
          <l>cosa potrai dipingere?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Dopo tanto peccato</l>
          <l>un quadro di virtù!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Ah, Flammen virtuoso!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <stage>(rientrando).</stage>
          <l>Ecco il latte</l>
          <l>munto adesso,</l>
          <l>spuma ancora</l>
          <l>tutto fresco</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Ahimè! Povero Flammen!</l>
          <l>Torneremo a riprenderlo cadavere.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Brontoli ancora?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Il candore del latte</l>
          <l>mi fa nere le idee;</l>
          <stage>(versa il latte a terra)</stage>
          <l>piango sulla tua tomba.</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(si ride)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>La pazza</speaker>
          <stage>(dall’alto della sua casetta improvvisamente guardando avanti a sé con gli occhi sbarrati e accennando)</stage>
          <l>Comari! Comari! Guardate!</l>
          <l>Ritorna! Ritorna!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz e gli amici</speaker>
          <l>Che c’è?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Da dieci anni ha perduto il figlio in mare</l>
          <l>e passa la sua vita alla finestra</l>
          <l>aspettando che torni;</l>
          <l>tante volte le sembra… e grida… e poi…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La pazza</speaker>
          <l>Ah! No, non è mio figlio!</l>
          <l>Figlio, quando ritorni?</l>
          <l>T’ho serbato il tabacco asciutto asciutto,</l>
          <l>nella madia c’è il pane che ti piace</l>
          <l>Da dieci anni ha perduto il figlio in mare</l>
          <l>sul letto c’è il vestito delle feste,</l>
          <l>nel cuore della mamma tutto il bene</l>
          <l>Figlio quando ritorni?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>Forse domani,</l>
          <l>Anna Maria!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Anche la pazza,</l>
          <l>ah! Che allegria!</l>
          <l>basta, basta, venite o vado solo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La pazza</speaker>
          <l>Forse prima di notte?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>Forse, Anna Maria!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Franz e gli amici si sono avviati verso la carrozza, dopo aver dato alcune monete alle comari. Flammen ha scorto la Madonna dipinta che è nel tabernacolo; ha preso in mano il quadretto e l’osserva. Antonio gli si avvicina)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>È vostra?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>È mia.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>La compro</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Venderla?…</l>
          <l>E la mia bimba?</l>
          <l>Ogni sera la infiora!</l>
          <l>Se non trovasse più la sua Madonna</l>
          <l>chi sa che pianti!</l>
          <l>Farla piangere il giorno</l>
          <l>della sua festa…</l>
          <l>oggi appunto finisce sedici anni…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Chi?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Lodoletta.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Flammen!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(a Franz)</stage>
          <l>Aspetta!</l>
          <stage>(ad Antonio)</stage>
          <l>Io non voglio far pianger Lodoletta.</l>
          <l>Se voi me la prestate,</l>
          <l>la copio e ve la rendo:</l>
          <l>v’offro in compenso una moneta d’oro!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Ah!, se sapeste</l>
          <l>cosa sarebbe</l>
          <l>quel denaro per me.</l>
          <l>Con quel denaro</l>
          <l>anch’io potrei comprarle un bel regalo!</l>
          <l>Tutti glie l’hanno fatto;</l>
          <l>e l’avevo già scelto…immaginate:</l>
          <l>due zoccoletti rossi…</l>
          <l>per vederle i piedini nelle rose!…</l>
          <l>Ah! Sentite, sentite…</l>
          <l>tornate a notte fatta</l>
          <l>quando l’ha già infiorata</l>
          <l>e s’è addormentata,</l>
          <l>allora ve la darò!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Sta bene. A voi.</l>
          <l>Per i due zoccoletti a Lodoletta…</l>
          <l>Avrà i piedini bianchi fra le rose!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Grazie! Grazie! Ed allora?…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Tornerò a notte fatta!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Gli amici</speaker>
          <l>Flammen! Flammen! Andiamo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Eccomi!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Gli amici</speaker>
          <l>Presto!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(la carrozza riparte)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>dicon che a far denari</l>
          <l>coi nostri santi</l>
          <l>porti disgrazia.</l>
          <l>Oh! Madonnina,</l>
          <l>non l’ho fatto per me!…</l>
          <l>Comari, debbo correre al paese!…</l>
          <l>Ritorno subito.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>- Presto – Finiamo!</l>
          <l>- Leva le sedie!</l>
          <l>- Leva la scala…</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(terminano di adornare la capanna)</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>Il sorriso di Lodoletta</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(entra di corsa, tutta affannata, con un grande paniere sotto il braccio)</stage>
          <l>Comari! Comari!, che corsa!</l>
          <l>Ho corso per tutta la strada!</l>
          <l>Mi pareva mill’anni d’arrivare!</l>
          <l>Ah! Se aveste veduto!</l>
          <l>Laggiù, in mercato,</l>
          <l>non mi lasciavano</l>
          <l>più venir via!</l>
          <l>Tutti d’intorno,</l>
          <l>tutti a gridarmi:</l>
          <l>È la tua festa!</l>
          <l>Oh, Lodoletta!</l>
          <l>Ti crescon l’ali!…</l>
          <l>E poi carezze,</l>
          <l>e poi regali,</l>
          <l>e poi regali,</l>
          <l>quanti regali!…</l>
          <l>Ah, venite a vedere</l>
          <l>che cosa</l>
          <l>c’è qua!</l>
          <stage>(si curva a terra e mostra i regali avuti; le comari sono intorno a lei. Poi ella si rialza, e vede la capanna adornata)</stage>
          <l>Ah! Come è bello!</l>
          <l>È troppo bello!</l>
          <l>È una gran festa</l>
          <l>E non vi mancano</l>
          <l>le lampadine</l>
          <l>fatte di ribes</l>
          <l>e d’uve spine!</l>
          <l>La mia stanzetta abbaglia,</l>
          <l>abbaglia tanto…</l>
          <l>che fa venir le lacrime!</l>
          <l>Ah! Come è bello!</l>
          <l>E babbo Antonio!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>S’è recato al paese:</l>
          <l>ora ritorna.</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(mentre Lodoletta è nella capanna,i bimbi sono stati messi in fila dal vecchio suonatore di violino e cominciano la serenata. Lodoletta, alla sorpresa, si volge di scatto, e viene sulla soglia ad ascoltare, commossa e sorridente).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <l>Serenata delle fate</l>
          <l>in onor di Lodoletta.</l>
          <l>Questa notte per le strade,</l>
          <l>tutte bianche dalla luna,</l>
          <l>passeranno tante fate.</l>
          <l>Piano piano ad una ad una,</l>
          <l>si ritrovan tutte qui…</l>
          <l>Se ne accorgon solo i grilli…</l>
          <l>Crì…crì…crì…</l>
          <l>Si metton tutte in fila,</l>
          <l>ti fan la serenata,</l>
          <l>o bella sorellina,</l>
          <l>addormentata!</l>
          <l>Le fate</l>
          <l>non hanno violini:</l>
          <l>suonano gigli</l>
          <l>e gelsomini.</l>
          <l>Stelle tremate!</l>
          <l>Bimbi sognate!</l>
          <l>Cantan le fate,</l>
          <l>cantan le fate!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ah! Voi cantate meglio delle fate!</l>
          <l>Ah! Bimbi! Bimbi!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <stage>(entra correndo)</stage>
          <l>Lodoletta!</l>
          <stage>(mostrandole un involto)</stage>
          <l>Che cosa vi sarà?</l>
          <l>non lo indovini?</l>
          <l>Scommetti!…</l>
          <l>………</l>
          <l>Vi son gli zoccoletti!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Gli zoccoletti rossi!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Finalmente son tuoi!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ah! Babbo mio!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Ed un altro regalo del buon Dio!</l>
          <l>Guarda! È fiorito il pesco,</l>
          <l>il pesco è in fior!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ah!Cogliete le rame!</l>
          <l>Coglietemi le rame!</l>
          <l>Per me, per la mia festa</l>
          <l>si sono aperti i fiori!</l>
          <l>Intorno al mio lettino questa sera</l>
          <l>le voci sentirò che m’addormentano…</l>
          <l>Sono i fiori che cantano</l>
          <l>al lume delle stelle…</l>
          <l>e le mortelle odorano…</l>
          <l>È Primavera!</l>
          <l>E quando il pesco mette i fiori nuovi,</l>
          <l>diventan biancospini tutti i rovi!</l>
          <l>È Primavera!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <l>Sì, Lodoletta!</l>
          <l>Ti coglierò le rame più fiorite</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(va verso il pesco e scompare dietro la capanna).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>Lodoletta, la mamma t’ha mandato</l>
          <l>un piccolo regalo, e poi ti dice…</l>
          <l>che ti vuol tanto bene</l>
          <l>e che tu sia felice!</l>
          <l>Avrebbe caro di vederti a casa…</l>
          <l>ed anch’io, Lodoletta,</l>
          <l>vorrei vederti sola,</l>
          <l>non qui fra tutti…</l>
          <l>non in mezzo alla festa…</l>
          <l>ho una cosa da dirti…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Sì, Giannotto, verrò…</l>
          <l>sì, verrò dalla mamma…</l>
          <l>Adesso i bimbi aspettan per ballare;</l>
          <l>e babbo Antonio</l>
          <l>è già sul pesco!</l>
          <l>Babbo, gettate i fiori,</l>
          <l>gettate i fiori</l>
          <l>gettate i fiori</l>
          <l>mentre si balla!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Antonio</speaker>
          <stage>(di sul pesco, gettando fiori).</stage>
          <l>A voi, bambini, a voi!</l>
          <l>O Lodoletta,</l>
          <l>a te i più belli!</l>
          <l>Tu sei la gioia mia,</l>
          <l>il mio conforto</l>
          <l>ogni anno sei più bella,</l>
          <l>ogni anno sei più buona…</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(si ode il rumore di un ramo che si spezza; un grido: e il vecchio Antonio cade).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Tutti</speaker>
          <l>Antonio! Antonio!</l>
          <l>Oh! Babbo! Babbo!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(si ode il rumore di un ramo che si spezza; un grido: e il vecchio Antonio cade).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Alcune comari</speaker>
          <l>- A casa, bimbi, a casa!</l>
          <l>- Madonna Santa!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>Antonio! Antonio!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Non risponde!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La voce di Giannotto</speaker>
          <l>È svenuto!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Oh! Babbo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Voci</speaker>
          <l>Alzalo piano</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>È sangue! È sangue!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>Zitta, non piangere!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Voci</speaker>
          <l> - Su, portiamolo in casa!</l>
          <l> - No, no, al paese!</l>
          <l>Al paese, al paese: all’ospedale.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>Su, sollevatelo.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l> Ah! Babbo! Babbo!</l>
          <l> Per cogliermi dei fiori!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Voci</speaker>
          <l>Andiamo. Andiamo</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(e il piccolo corteo si allontana nel silenzio della campagna. - La sera è calata).</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>Il dolore di Lodoletta.</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>(Alcune comari restano. Altre sopraggiungono. Si formano dei gruppi)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Dai gruppi delle comari</speaker>
          <l> - Povero Antonio!…</l>
          <l>…………</l>
          <l> - Dicono che ha venduto la Madonna!</l>
          <l>…………</l>
          <l> No, non è vero, la Madonna è là!…</l>
          <l>…………</l>
          <stage>(Si vede tornar qualcuno di coloro che hanno seguito il corteo. Le comari si affollano intorno a chi viene, per aver notizie).</stage>
          <l>È la Vanard! - Ebbene</l>
          <l part="I">Vanard?…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La Vanard</speaker>
          <l>È morto!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>E Lodoletta?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La Vanard</speaker>
          <l>Povera bimba, non si riconosce!…</l>
          <l>Fa pena…è tanto pallida…</l>
          <l>Che par di cera…</l>
          <l>Voleva restar là…</l>
          <l>Non han voluto…</l>
          <l>La conducono a casa…</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(entrano nella capanna, tolgono i regali di sul tavolo – accendono la lucernina. Lodoletta ritorna; la bimba pallida è sorretta dalle pietose amiche. Nel gruppo vi è Giannotto. Tutti entrano nella capanna; Lodoletta si getta a sedere e nasconde il volto fra le braccia poggiate sul tavolo).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l> - Per questa notte</l>
          <l part="I">vieni con noi…</l>
          <l> - Vieni con i bimbi…</l>
          <l> - Vieni piccina…</l>
          <l> - Piccina,</l>
          <l part="I">non rimaner qui sola.</l>
          <l> - Vieni coi nostri bimbi…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>No, comari! Lasciatemi, vi prego!</l>
          <l>Voglio restare sola,</l>
          <l>qui, dove tutto</l>
          <l>di lui mi parla!</l>
          <l>Povero babbo Antonio!</l>
          <l>Povero babbo!</l>
          <l>Per me! Per me!</l>
          <l>Per cogliermi dei fiori…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>La mia mamma t’aspetta…</l>
          <l>è tanto buona, sai…</l>
          <l>ti saprà consolare…</l>
          <l>ed anche tu, piccina,</l>
          <l>potrai chiamarla mamma!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Grazie, Giannotto, grazie!</l>
          <l>Non lascio la capanna.</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Le comari e Giannotto, a malincuore, si avviano fuori e lentamente si disperdono; ultimo Giannotto. La notte è calata. I comignoli delle casette fumano). (Appena rimasta sola, Lodoletta solleva il volto e si guarda intorno…ovunque un ricordo vivo del suo vecchio…il cappello…la giacca…i suoi arnesi…gli zoccoletti rossi, l’ultimo regalo…Lodoletta bacia tutti questi ricordi, piangendo)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(Entra dal fondo, guarda come per riconoscere il posto)</stage>
          <l>È qui.</l>
          <stage>(Scorgendo la Madonna senza fiori)</stage>
          <l part="I">Stasera</l>
          <l>gli zoccoletti nuovi</l>
          <l>hanno fatto scordare a Lodolett</l>
          <l>d’infiorar la Madonna!</l>
          <stage>(si avanza verso la capanna, e, dalla finestra aperta, scorge Lodoletta)</stage>
          <l>Una bimba che piange?…</l>
          <l>…………</l>
          <stage>(come risovvenendosi delle parole di Antonio)</stage>
          <l>È Lodoletta!…</l>
          <l>Piange…perchè?</l>
          <stage>(chiamandola)</stage>
          <l>Lodoletta!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(nel sentire una voce nuova dà un grido, si alza e scorge Flammen)</stage>
          <l>Ah!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(dalla finestra)</stage>
          <l>O Lodoletta, non aver paura!</l>
          <l>Cerco il babbo, dov’è?</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Lodoletta non risponde, si copre il volto con le mani e scoppia in pianto).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(senza più esitare entra nella capanna).</stage>
          <l>Perchè?…</l>
          <l>Perchè piangi così?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(c. s.)</stage>
          <l>Non era il babbo…</l>
          <l>Mi trovò piccina</l>
          <l>in un cestin di fiori là, sul lago,</l>
          <l>e mi tenne con sé.</l>
          <l>Non avevo che lui…</l>
          <l>ora son sola sola!</l>
          <l>M’han sempre detto</l>
          <l>che sono nata da un fiore e da una fata</l>
          <l>ed è una triste cosa!</l>
          <l>Perchè le fate e i fiori</l>
          <l>non sanno consolare!</l>
          <l>In questa grande pena,</l>
          <l>or che tutto nell’anima mi muore,</l>
          <l>non c’è una voce che mi dia conforto,</l>
          <l>non c’è nessuno che mi stringa al cuore!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(come per non volerle togliere le sue illusioni di bimba)</stage>
          <l>Oh i fiori Lodoletta</l>
          <l>sanno consolare!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Voi li sentite, i fiori, quando cantano?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Sì, e se non piangi più,</l>
          <l>io ti potrò ridire</l>
          <l>le voci di conforto</l>
          <l>che cantano per te</l>
          <stage>(le asciuga gli occhi)</stage>
          <l>Ascolta!…</l>
          <l>Sono i fiori del bosco…</l>
          <l>del giardino…del lago…</l>
          <stage>(come ripetendo il canto dei fiori)</stage>
          <l>Bimba, non piangere!</l>
          <l>Come noi sul lieve stelo,</l>
          <l>volgi il capo profumato</l>
          <l>verso il cielo!</l>
          <l>non sei sola…non è morto…</l>
          <l>guarda…guarda…egli è risorto</l>
          <l>nella stella più lucente…</l>
          <l>chiudi gli occhi…chiudi gli occhi</l>
          <l>e da lui sarai vegliata,</l>
          <l>o piccina, consolata!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(socchiudendo gli occhi come per obbedire alla voce dei fiori…)</stage>
          <l>Voi…che intendete così bene i fiori…</l>
          <l>chi vi manda?…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La fata!</speaker>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>La Fata regina?</l>
          <l>Stanotte doveva</l>
          <l>portarmi i sorrisi…</l>
          <l>l’allegrezza…e invece…</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(ella ha sempre gli occhi socchiusi e appare più calma come se veramente trovasse conforto nella visione promessale dai fiori)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(dolcissimo, lievemente; nella sua voce è la tenerezza colla quale si parla ai bimbi)</stage>
          <l>La Fata regina</l>
          <l>mi ha detto:</l>
          <l>cammina…</l>
          <l>cammina…cammina…</l>
          <l>e cerca una bimba piccina</l>
          <l>che piange,…in ginocchi…</l>
          <l>è sola…ed è notte…carezzala…</l>
          <l>asciugale gli occhi!…</l>
          <stage>(Lodoletta vinta dalla stanchezza, affranta, come per una dolce ninna nanna, ha reclinato la sua testa sulla spalla di Flammen e si è addormentata)</stage>
          <l>Assopita!</l>
          <l>assopita così…fra le mie braccia…</l>
          <l>oh! piccola creatura,</l>
          <l>chi sei?…che cosa sei…</l>
          <l>Io t’ho veduta ancora…io ti rammento…</l>
          <l>un sorriso di cielo…un sogno…un fiore..</l>
          <l>una piccola nuvola d’argento…</l>
          <l>è sola…ed è notte…carezzala…</l>
          <l>asciugale gli occhi!…</l>
          <l>…………</l>
          <stage>(Resta un attimo a guardarla; esce. Fuori, socchiude la finestra perché la luna batte sul viso di Lodoletta; quindi si avvia. Giunto davanti alla Madonna, che è senza fiori, si guarda intorno come temesse di essere veduto…poi strappa un fascio di rose e le depone nel piccolo tabernacolo…)</stage>
          <l>Per Lodoletta!…</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Esce. È il plenilunio)</stage>
        </p>
        <p>Fine del primo atto.</p>
      </div>
      <div type="Atto" n="II">
        <head>Atto secondo</head>
        <p>
          <stage>La stessa scena del primo atto. Ma non più il sorriso della primavera; incombe la tristezza di un nebbioso autunno, grigio ed umido. Nella capanna di Lodoletta vi è un cavalletto da pittore con una tela dipinta. Flammen abita nella prima casetta a sinistra, davanti alla capanna di Lodoletta.</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>Un’Alba di Novembre</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>Lodoletta nella capanna,in ginocchio, prega, quindisi fa ilsegno della croce e si alza. Passa davanti al quadro e si sofferma.</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>alla figura dipinta</stage>
          <l>Oggi sarai finita,</l>
          <l>oggi sarai perfetta</l>
          <l>e Lodoletta avrà una sorellina!</l>
          <l>Finita! E tu sorridi!</l>
          <l>tu puoi sorrider sempre,</l>
          <l>sorellina felice!</l>
          <stage>(esce sulla porta e guarda verso l’abitazione di Flammen)</stage>
          <l>Èancora troppo presto,</l>
          <l>è tutto chiuso!</l>
          <l>…………</l>
          <l>Vorrei trovare</l>
          <l>un modo dolce per svegliarlo!…</l>
          <l>Ah! se fossi una vera Lodoletta</l>
          <l>tutta fresca di timo e di ginestra,</l>
          <l>spiccando il volo all’alba,</l>
          <l>potrei volar lassù sulla finestra!</l>
          <l>Mentre egli sogna,</l>
          <l>battere ai vetri piano, piano, piano…</l>
          <l>e subito dalla vergogna</l>
          <l>fuggire, volare lontano!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>Le Olandesine</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>(arrivano dalla campagna le olandesine che portano il latte.- Si odono le loro voci)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Le Olandesine</speaker>
          <l>All’alba di Novembre</l>
          <l>grigia e mesta il sol non desta!</l>
          <l>Su in cammino</l>
          <l>chè San Guido</l>
          <l>suona adesso</l>
          <l>mattutino!</l>
          <l>Ah!…</l>
          <l>Vola vola</l>
          <l>colla brezza</l>
          <l>mattutina,</l>
          <l>l’ala al piè,</l>
          <l>per le strade,</l>
          <l>tutte ghiaccie</l>
          <l>dalla brina,</l>
          <l>più veloce</l>
          <l>ti trascina</l>
          <l>che non sia cocchio di re!</l>
          <l>l’ala al piè!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(le comari escono a prendere il latte).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Le Olandesine</speaker>
          <l>È l’alba di Novembre</l>
          <l>senza sole triste e scialba!</l>
          <l>Su in cammino</l>
          <l>chè San Guido</l>
          <l>suona adesso</l>
          <l>mattutino!</l>
          <l>Ah!…</l>
          <l>senza sole triste e scialba!</l>
          <l>Su in cammino</l>
          <l>chè San Guido</l>
          <l>suona adesso</l>
          <l>mattutino!</l>
          <l>Ah!…</l>
          <l>Vola vola</l>
          <l>con la brezza</l>
          <l>mattutina</l>
          <l>l’ala al piè,</l>
          <l>per le strade</l>
          <l>tutte ghiaccie</l>
          <l>dalla brina,</l>
          <l>più veloce</l>
          <l>ti trascina</l>
          <l>che non sia cocchio di re!</l>
          <l>l’ala al piè!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(I bimbi e Flammen).</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>(I bimbi, usciti fuor di casa al passaggio delle olandesine, ora si raccolgono e fanne strepito (errore di stampa nella prima edizione che è riporta “strepio”) sotto le finestre di Flammen).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <l>Bu! Bu! Bu!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(correndo sulla porta).</stage>
          <l>Malandrini! Zitti! Zitti!</l>
          <l>Lo fate per dispetto ogni mattina?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <l>Sì per dispetto:</l>
          <l>veniamo a far rumore</l>
          <l>per dar noia a quel pittore</l>
          <l>brutto! Brutto!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(alcuni tirano dei sassi verso la finestra della casa di Flammen, altri percuotono tavolette e pezzi di latta).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(come per cacciarli).</stage>
          <l>Ah!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(di dentro).</stage>
          <l>Chi è la?</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(i bimbi fuggono)</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>Lodoletta e Flammen.</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Sono stati i bambini;</l>
          <l>scusate, signor Flammen!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Ah! Ah! meglio così!</l>
          <l>Scendo al lavoro!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Vi preparo i colori ed i pennelli.</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(entra nella capanna)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(apre la finestra)</stage>
          <l>Ah! Ah! I bimbi</l>
          <l>i miei nemici,</l>
          <l>stringon l’assedio,</l>
          <l>si fan coraggio,</l>
          <l>voglion cacciarmi</l>
          <l>fuor dal villaggio!</l>
          <stage>(annodandosi la cravatta e ultimando di vestirsi)</stage>
          <l>Dicono che al villaggio</l>
          <l>fu rubato il tesoro!</l>
          <l>Io sono il ladro.</l>
          <l>Ed il tesoro…</l>
          <l>È una piccola bimba</l>
          <l>col capo inghirlandato d’ali bianche!</l>
          <l>E le fiorisce in volto il fior più bello,</l>
          <l>il fiore del sorriso!…</l>
          <l>È una piccola bimba</l>
          <stage>(esce di casa e si avvia verso la capanna)</stage>
          <l>Che mattinata grigia!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Tutto è già pronto.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Brava! al lavoro!</l>
          <l>Debbo soltanto dare</l>
          <l>gli ultimi tocchi</l>
          <l>al tuo sorriso!</l>
          <stage>(si dispone a dipingere)</stage>
          <l>E perché non sorridi?</l>
          <l>Piccina, che cos’hai?</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Lodoletta ha preso un libro e si è messa in posa)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Nulla!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Eppure nei tuoi occhi</l>
          <l>passa un pensiero triste!</l>
          <l>Qual’ è questo pensiero?</l>
          <l>Dillo, piccina.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(accenna il quadro)</stage>
          <l>Oggi sarà finito!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Ebben che cosa temi?</l>
          <l>Sarà finito questo!</l>
          <l>Ma questo è il primo</l>
          <l>fiore sbocciato dall’incanto nuovo!</l>
          <l>Ne sbocceranno ancora!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ah! gl’incanti svaniscono!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Ma non l’incanto della tua purezza!</l>
          <l>Chi potrebbe turbarlo?</l>
          <l>O mia piccina,</l>
          <l>s’io stesso lo tentassi</l>
          <l>sai, la fata regina</l>
          <l>m’ordinerebbe: vai, fuggi!</l>
          <l>E allora, Lodoletta,</l>
          <l>piuttosto, fuggirei!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ah! A Parigi!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Come sai?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(accennando il libro)</stage>
          <l>È scritto qui,</l>
          <l>dov’è la vostra casa di Parigi!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Ebben?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>La vostra casa</l>
          <l>è bella bella?…Bella</l>
          <l>più della mia capanna?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>No!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Giurate!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Giuro!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>E laggiù non avete</l>
          <l>un’altra Lodoletta</l>
          <l>che v’aspetta piangendo?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>No!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Giurate!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Giuro!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ah! la mia spina è tolta!</l>
          <l>E allor perché pensate di partire?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>No, no, non partirò!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Mai?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Mai!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ah!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Così! Così! Sorridi!…</l>
          <l>Sorridi ancora!…</l>
          <stage>(si pone con entusiasmo a dipingere)</stage>
          <l>Fior di sorriso!</l>
          <l>……………</l>
          <l>……………</l>
          <l>Finito! Guarda!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(ammirando)</stage>
          <l>Ah! Signor Flammen!…</l>
          <stage>(guardando il quadro in silenzio)</stage>
          <l>……………</l>
          <l>……………</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(guardando il quadro in silenzio)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Il portalettere</speaker>
          <l>Alla mamma! A Kate!</l>
          <l>Alla Vanard!</l>
          <stage>(i bimbi con le lettere vanno via)</stage>
          <stage>(a un altro)</stage>
          <l>Chiama il pittore!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Il bimbo</speaker>
          <stage>(si affaccia alla porta della capanna)</stage>
          <l>Signor pittore!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Ah!</l>
          <stage>(esce, prende la corrispondenza, apre una lettera)</stage>
          <l>La mia grazia?…</l>
          <l>……………</l>
          <l>Gli amici vengon qui!…</l>
          <l>……………</l>
          <l>Bisogna prevenirli!…</l>
          <stage>(nasconde la lettera)</stage>
          <l>Lodoletta</l>
          <l>vado al paese.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ve ne andate?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Vado a prenderti i fiori!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Tanti fiori!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>I più rari e i più belli.</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Lodoletta, i bimbi e il villaggio)</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>(Flammen esce; i bimbi, vedendolo uscire, si nascondono; appena passato, gli fanno boccacce e sberleffi)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <l>Brutto! Brutto!</l>
          <l>Forestiero!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Lodoletta è entrata a destra; i bimbi vengono verso la casa).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Un bimbo</speaker>
          <stage>(guarda dalla finestra).</stage>
          <l>Non c’è nessuno!</l>
          <stage>(schiudono pian piano la porta, entrano, si trovano davanti al quadro)</stage>
          <l>Ah! Come è bello!</l>
          <l>È Lodoletta viva!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Sono tornati i bimbi!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <l>Come è bella!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Non è vero?</l>
          <l>Ed allora non chiamate</l>
          <l>brutto brutto quel pittore!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <l>- Sembra fatto dalle fate!</l>
          <l>- Guarda gli occhi ed i capelli!</l>
          <l>- Son dipinti coi pennelli!…</l>
          <l>- Vedi vedi sono qui,</l>
          <l>- io lo so si fa così!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Fermi fermi non toccate!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <l>Come è bella!</l>
          <l>Se apre la bocca,</l>
          <l>ci racconta</l>
          <l>una novella!</l>
          <l>Ci hanno detto che non sai</l>
          <l>raccontar più le novelle!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Chi ve lo ha detto? Non è vero bimbi;</l>
          <l>so ancora le novelle.</l>
          <l>So ancora raccontare le più belle,</l>
          <l>sono ancora la vostra sorellina!…</l>
          <l>Venite, ch’io vi tenga fra le braccia</l>
          <l>come un fascio di fiori!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <stage>(sono uscite, cercano i ragazzi)</stage>
          <l>- Dove sono?</l>
          <l>- Vuoi veder che son da lei!</l>
          <l>- Bimbi! Bimbi!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>I bimbi</speaker>
          <stage>(alzandosi di scatto e fuggendo impauriti)</stage>
          <l>C’è la mamma!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Giannotto è apparso dal fondo)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Le comari</speaker>
          <l>Non volete capirla?</l>
          <l>Non dovete andar più da quella donna!</l>
          <l>A casa! Via!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(di sulla porta con gran dolore)</stage>
          <l>Perchè Perchè? Vanard?…</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(La Vanard, senza nemmeno voltarsi, entra in casa e rinchiude l’uscio).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>Lo vedi Lodoletta?</l>
          <l>Se in quella sera triste</l>
          <l>tu m’avessi ascoltato,</l>
          <l>non avresti a patire tanti dolori!</l>
          <l>Io t’offrivo una vita ben diversa!</l>
          <l>Oh! Quante volte</l>
          <l>solo…solo m’illudo in questo sogno…</l>
          <l>E allor ti vedo bella e rigogliosa</l>
          <l>tra le spighe, tra i fior di sole accesi!</l>
          <l>Sei Lodoletta mia, sei la mia sposa!</l>
          <l>E sento da lontano pei maggesi</l>
          <l>nel placido silenzio dell sera,</l>
          <l>la tua voce cantar la primavera!</l>
          <l>Poi, quando torno in me e penso invece</l>
          <l>che tu sei qui…con lui</l>
          <l>Quanto piango per me!</l>
          <l>Quanto piango per te!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>E quali cose brutte puoi pensare,</l>
          <l>per piangere per me?</l>
          <l>Io non so immaginarlo!</l>
          <l>Io mi domando</l>
          <l>se ho fatto mai del male!</l>
          <l>E mi ricordo</l>
          <l>che babbo Antonio</l>
          <l>- povero babbo Antonio – mi diceva:</l>
          <l>«Far del male vuol dire fare una cosa</l>
          <l>che poi si deve</l>
          <l>tener nascosta</l>
          <l>per la paura</l>
          <l>per la vergogna!»</l>
          <l>Io vivo all’aria, al sole ed alla brina,</l>
          <l>la mia capanna è aperta</l>
          <l>sera e mattina!</l>
          <l>Tu non dovresti piangere, Giannotto,</l>
          <l>dovresti anzi, difendermi!</l>
          <l>Dovresti dire a tutti:</l>
          <l>non fate più soffrire Lodoletta,</l>
          <l>non siate più cattivi</l>
          <l>con lei che è sempre buona,</l>
          <l>datele ancora la vostra tenerezza,</l>
          <l>lasciatele il sorriso dei bambini!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>Vuoi ritrovar l’affetto del villaggio</l>
          <l>il sorriso dei bimbi? Ebbene, fuggi,</l>
          <l>fuggi quell’uomo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Perchè dovrei fuggirlo?</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>Perchè quell’uomo</l>
          <l>sarà la tua sventura!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Lui la sventura mia?</l>
          <l>Fare del male lui che è tanto bravo,</l>
          <l>che è tanto buono!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>Ma non lo vedi,</l>
          <l>non lo senti che l’ami?</l>
          <l>Ah! l’ami tanto!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Giannotto!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>E mi domandi</l>
          <l>perchè piango per te?!</l>
          <l>È perchè penso</l>
          <l>al giorno in cui sarai l’abbandonata!</l>
          <l>E ti saprò qui sola, sola sola!…</l>
          <l>E quando passerai per il villaggio,</l>
          <l>dovrò avere anche l’ultimo dolore</l>
          <l>di vederti accennata</l>
          <l>e di sentir gridare:</l>
          <l>quella è stata l’amante del pittore!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Lodoletta dà un grido e corre nella capanna. Alcune comari sono uscite fuori; vedono Giannotto, comprendono e tacciono. Giannotto si ricompone e, fingendo indifferenza, asciugandosi di nascosto una lacrima si allontana; le comari rientrano).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Giannotto</speaker>
          <l>La canzone è sempre mesta,</l>
          <l>o bimba tu sola</l>
          <l>puoi dire perchè!…</l>
          <l>…………</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>L’amore di Flammen</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(entra dal fondo, guarda intorno)</stage>
          <l>Nessuno! Respiro!</l>
          <l>Ho temuto che fossero venuti</l>
          <l>e avessero parlato a Lodoletta!</l>
          <l>Cosa m’importa</l>
          <l>della mia grazia?</l>
          <l>Ritornare a Parigi?</l>
          <l>Alla vita di prima?</l>
          <l>No, l’ideale</l>
          <l>dell’arte e della vita è qui!</l>
          <l>Io voglio restar qui con la mia bimba</l>
          <l>sempre sempre vicino a Lodoletta!</l>
          <stage>(entra nella capanna e vede Lodoletta piangente)</stage>
          <l>Che cos’hai Lodoletta?</l>
          <l>È venuto qualcuno qui a cercarmi?</l>
          <l>Tu hai pianto, perchè?</l>
          <l>Non avevo più visto le tue lacrime!</l>
          <l>No, l’ideale</l>
          <l>dell’arte e della vita è qui!</l>
          <l>Io voglio restar qui con la mia bimba</l>
          <stage>(le prende la testa fra le mani)</stage>
          <l>Anche così sei bella! Sei più bella!…</l>
          <l>Sei bella, Lodoletta!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <stage>(sfuggendogli, turbata)</stage>
          <l>Signor Flammen, lasciatemi!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(sopreso – commosso sempre più)</stage>
          <l>Lodoletta…perchè?…</l>
          <l>è strana la tua voce…</l>
          <l>…………</l>
          <l>Mi sfuggi, sei sbiancata…</l>
          <l>tu tremi…tremi…</l>
          <l>tutta corsa da un palpito…</l>
          <l>…………</l>
          <stage>(erompendo)</stage>
          <l>Ah! Lodoletta! Questo grande fremito</l>
          <l>è la tua primavera che si desta,</l>
          <l>che ti sboccia nell’anima e nel cuore,</l>
          <l>che chiede sole!</l>
          <l>E fiori! E amore!</l>
          <l>Io pure tremo di un palpito nuovo…</l>
          <l>È il nostro primo amor!</l>
          <l>Il primo amor!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ho paura! Ho paura!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>È la paura del fiore che nasce</l>
          <l>e teme che il sole lo abbruci!</l>
          <l>Fiore divino, ti crescon gli incanti</l>
          <l>se lasci che il sole ti baci!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>No! Signor Flammen,no!</l>
          <l>Se il fior della purezza è colto, muore,</l>
          <l>e l’incanto è finito!</l>
          <l>Lo avete detto!</l>
          <l>«Se l’incanto svanisce, io fuggirei».</l>
          <l>Flammen, v’imploro,</l>
          <l>fuggite via, lasciatemi!</l>
          <l>fuggite via, lontano!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Io fuggire? Lasciarti?…</l>
          <l>Tu mi chiedi di piangere per sempre!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Signor Flammen! Voi siete nel mio cuor</l>
          <l>come Dio sull’altare!</l>
          <l>Deh! Non fate che debba ricordarvi</l>
          <l>come la mia sventura!</l>
          <stage>(come in un supremo addio)</stage>
          <l>Oh! Flammen! Flammen!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(fa per slanciarsi, ella rinchiude l’uscio della stanza)</stage>
          <l>Ah! Lodoletta! Lodoletta mia!</l>
          <stage>(si frena, tutto tremante e sconvolto)</stage>
          <l>Flammen! Flammen!…che tenti?…</l>
          <l>…………</l>
          <l>Bimba, piccina mia…</l>
          <l>…………</l>
          <l>Sì, fuggire! Fuggire!…</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(fugge)</stage>
        </p>
        <p>Fine del secondo atto.</p>
      </div>
      <div type="Atto" n="III">
        <head>Atto terzo</head>
        <p>
          <stage>A Parigi. A sinistra la villa di Flammen. A destra il giardino. Nel fondo la cancellata. Al di là della cancellata, il boulevard.</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>L’ultima notte dell’anno a Parigi</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>La villa di Flammen è illuminata. Flammen ha invitato amici ed amiche per una festa. Sul boulevard passa la folla che si avvia ai ritrovi notturni. Gridi, trombette, canzoni…carrozze che passano.</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Una comitiva</speaker>
          <l>L’anno muore,</l>
          <l>l’anno nasce,</l>
          <l>tutto viene,</l>
          <l>Via nella Senna</l>
          <l>ogni dolore!</l>
          <l>Oh! Che piquette da nonno Gojot!</l>
          <l>Vieni Margot!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Altre voci</speaker>
          <l>…E vengon dal faubourg</l>
          <l>stanotte le donne per fare all’amor!</l>
          <l>Le donne del faubourg</l>
          <l>non hanno eleganza nel fare all’amor!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(urli, proteste)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Una voce</speaker>
          <l>E quando mezzanotte scocca</l>
          <l>fatti baciare da una bella bocca,</l>
          <l>e conta quanti baci ti darà!</l>
          <stage>(la comitiva passa)</stage>
          <l>Tanti baci,</l>
          <l>tanti giorni</l>
          <l>per te lieti</l>
          <l>l’anno nuovo</l>
          <l>porterà!…</l>
          <l>…………</l>
          <l>Anno nuovo! Nuovi amori</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(Dalla villa arriva il suono di un valzer; si vedono, attraverso le finestre, le ombre delle coppie che ballano).</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>Il rimpianto di Flammen</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(esce seguito da Franz che, appena fuori, si alza il bavero del frak per il freddo)</stage>
          <l>Ah! lasciami!…La festa…</l>
          <l>le danze…i vini…</l>
          <l>quelle donne…mi tediano e mi turbano.</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Capisco…ma fa freddo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Non mi diverto più!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Comprendo…ma si gela!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Io mi ero illuso di poter rivivere</l>
          <l>la miavita di prima…impossibile!…</l>
          <l>Ho sempre lei nell’anima!</l>
          <l>Ho sempre lei nel cuore!</l>
          <l>E questa sera</l>
          <l>sento ancora più vivo il mio rimorso!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Ma rimorso di che?</l>
          <l>Non sei venuto via?</l>
          <l>Io capirei il rimorso</l>
          <l>se tu fossi rimasto!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Ma l’ho lasciata sola</l>
          <l>senza un aiuto,</l>
          <l>povera e sola!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Hai fatto tutto quello che hai potuto!</l>
          <l>Io stesso sono andato</l>
          <l>laggiù in Olanda, al suo villaggio,</l>
          <l>per portarle un soccorso…</l>
          <l>La bimba era scomparsa!</l>
          <l>E si capisce bene:</l>
          <l>vedendosi il villaggio tutto ostile.</l>
          <l>avrà pensato</l>
          <l>di andare altrove</l>
          <l>a vender fiori!</l>
          <l>A quest’ora sarà già consolata!</l>
          <l>Segui l’esempio suo,</l>
          <l>consolati anche tu! Fa’ come lei!</l>
          <stage>(irritato)</stage>
          <l>Fa’ quel che vuoi,</l>
          <l>ma non tenermi più qui fermo al gelo!</l>
          <l>Basta!</l>
          <stage>(si avvia in casa)</stage>
          <l>Ora scateno la brigata!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>Se Franz dicesse il vero!…</l>
          <l>Se fosse già tranquilla e consolata!…</l>
          <l>No, sento che non è!</l>
          <l>Eppure</l>
          <l>non ha voluto che la ritrovassi,</l>
          <l>ed ha lasciato vuota la capanna!</l>
          <l>Lodoletta è fuggita…</l>
          <l>volata via!</l>
          <l>Ah! Dove avrà posato</l>
          <l>ora che i rami sono senza fronde</l>
          <l>E i prati senza fiori!</l>
          <l>Ah! ritrovarla nella sua capanna</l>
          <l>tutta piangente come quella sera…</l>
          <l>arrivar piano piano e rivederla</l>
          <l>come lavidi in quella primavera!</l>
          <l>Oh! Lodoletta sono ritornato</l>
          <l>sono ritornato e resterò con te!</l>
          <l>Dorme il villaggio e noi siam soli soli,</l>
          <l>io tengo la sua testa sul mio cuore…</l>
          <l>ed è tutta una vita che fiorisce</l>
          <l>ed è tutta una vita che finisce!</l>
          <l>Oh! perché Lodoletta io ti lasciai </l>
          <l>oh! Lodoletta mia dove sarai</l>
          <l>dove sarai?…</l>
          <l>dove sarai?…</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>Le amiche di Flammen</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>(La brigata degli amici e delle amiche si affaccia alla porta e schernisce Flammen)</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>La brigata</speaker>
          <l>No! No! Non è più Flammen!</l>
          <l>Lo rinneghiamo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>È il simbolo vivente</l>
          <l>dell’anno moribondo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Maud</speaker>
          <l>L’Olanda lo ha cambiato!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La brigata</speaker>
          <l>- No, no, non è più Flammen!</l>
          <l>- Dobbiam ribattezzarlo!</l>
          <l>- Ribattezziamolo!</l>
          <l>- Verther!</l>
          <l>- Tristano!</l>
          <l>- Amleto!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Maud!</speaker>
          <l>Romeo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Tutti</speaker>
          <l>Romeo! - Ah! ah!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Maud</speaker>
          <l>Comincia a nevicare; vieni in casa!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>Morir d’amore passi!</l>
          <l>Ma non di mal di petto!</l>
          <l>Non è elegante!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La brigata</speaker>
          <l>Vieni, Romeo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Maud</speaker>
          <stage>(prendendolo a braccetto e guidandolo in casa, gaiamente)</stage>
          <l>Non ci pensar! La bella olandesina</l>
          <l>a quest’ora sarà col fidanzato</l>
          <l>a finir bene l’anno in allegria!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(tutti entrano, ridendo; il frastuono si perde dentro la casa; il valzer riprende e poi termina).</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>(L’amore di Lodoletta).</stage>
        </p>
        <p>
          <stage>(Da lontano appare Lodoletta, lacera, sfinita, irriconoscibile).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Lodoletta</speaker>
          <l>Ah! il suo nome!</l>
          <l>È qui! È qui!</l>
          <l>È la sua casa!</l>
          <stage>(cade in ginocchio e bacia in terra. Si solleva con gli occhi pieni di lacrime di gioia).</stage>
          <l>M’aspettava!</l>
          <l>Il cancello socchiuso,</l>
          <l>la casa illuminata…ed ogni notte</l>
          <l>sarà stato così…</l>
          <l>Quanto m’avrà aspettato!</l>
          <l>Quanto avrà pianto!</l>
          <l>Questo pensiero ha dato a Lodoletta</l>
          <l>la forza di volare tanto!…tanto!</l>
          <l>Poveri zoccoletti, quanta strada!</l>
          <l>……………………</l>
          <l>Ho sofferto la fame…il freddo…il sonno…</l>
          <l>ed ogni sera, al tramontare del sole,</l>
          <l>quanta paura!…</l>
          <l>Ora non soffro più, non ho paura;</l>
          <l>son vicina a lui e posso dirgli:</l>
          <l>Flammen, perdonami, non pianger più!</l>
          <l>Son io!… Son Lodoletta.!..</l>
          <l>Non poteva più vivere</l>
          <l>senza di te!</l>
          <l>Ho abbandonato tutto…son fuggita…</l>
          <l>son venuta ad offrirti la mia vita!</l>
          <l>Il mio signore e l’amor mio sei tu!</l>
          <l>Flammen, perdonami, non pianger più!</l>
          <stage>(Si avvia verso la sua villa: fa per entrare…ma un’onda di allegria passa per la sala terrena: si ode il valzer che riprende, si vedono le coppie che ballano).</stage>
          <l>No, non è la sua casa!</l>
          <l>Qui c’è una festa!</l>
          <l>Ah! quante donne…</l>
          <l>Come son belle…</l>
          <l>Come son ben vestite…</l>
          <l>No, non è la sua casa…</l>
          <stage>(con un grido straziante).</stage>
          <l>Ah! Flammen! Flammen!</l>
          <l>Lui! È là!…È Flammen!</l>
          <stage>(indietreggia per fuggire…affranta, sfinita, incespica, cade…gli zoccoletti le sono usciti dai piedi…Vuol rialzarsi, non può).</stage>
        </sp>
        <p>
          <stage>(La morte di Lodoletta).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>[Lodoletta]</speaker>
          <l>Via!…Via!…Fuggire!…</l>
          <l>O cuoricino mio, non ti spezzare…</l>
          <l>dammi ancora la forza,</l>
          <l>dammi ancora la vita</l>
          <l>per fuggire lontano</l>
          <stage>(tenta ancora di alzarsi).</stage>
          <l>Ah! Come sono stanca…quanto soffro…</l>
          <l>dormire…ho freddo…ho freddo…</l>
          <l>……………</l>
          <l>Bimbi del mio villaggio,</l>
          <l>venite tutti, incappati di bianco…</l>
          <l>e nella piccola cassa di legno…</l>
          <l>raccoglietela voi…</l>
          <l>la vostra sorellina che è qui morta…</l>
          <l>e sulle vostre spalle</l>
          <l>portatela laggiù…</l>
          <l>presso il laghetto…</l>
          <l>nel cimitero bianco…</l>
          <l>Voglio la fossa accanto a babbo Antonio!</l>
          <l>Flammen! pietà!…pietà!…</l>
          <l>Un giorno mi chiamasti:</l>
          <l>«il fiore del sorriso…»</l>
          <l>tu mi dicesti: «bella!» ed io tremai…</l>
          <l>Guardami, guardami!</l>
          <l>Son tutta lacera,</l>
          <l>son livida di freddo…</l>
          <l>ma son così per te. per amor tuo…</l>
          <l>dimmi ancora che m’ami…</l>
          <l>abbi pietà di me…</l>
          <l>io t’amo…io t’amo!…</l>
          <l>……………</l>
          <l>Ah! Flammen! Flammen!…</l>
          <l>Stringimi tanto…tanto…</l>
          <l>tanto…baciami Flammen!…</l>
          <l>……………</l>
          <l>Ah! m’hai baciato!</l>
          <l>Tu m’hai baciato…</l>
          <l>sì…sì…dormire</l>
          <l>fra le tue braccia…scaldami…</l>
          <l>Flammen, baciami ancora</l>
          <l>baciami ancora…baciami…</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(reclina sotto la neve. Un orologio lontano batte la mezzanotte, la neve cade fitta).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Una voce</speaker>
          <stage>(lontana)</stage>
          <l>E quando mezzanotte scocca,</l>
          <l>fatti baciare da una bella bocca!..</l>
          <l>……………</l>
          <stage>(le canzoni riprendono. La brigata spalanca la porta della villa ed esce, imbacuccata, per andare a Montmartre). (A Flammen)</stage>
          <l>Vieni anche tu,</l>
          <l>Vieni a Montmartre!…</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La brigata</speaker>
          <l>Vieni!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Maud</speaker>
          <l>Vieni a cominciar l’anno in allegria!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <l>No, non ne ho voglia!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>Franz</speaker>
          <l>E allora</l>
          <l>buona notte, misantropo!</l>
        </sp>
        <sp>
          <speaker>La brigata</speaker>
          <l>Buona notte!</l>
        </sp>
        <p>
          <stage>(la brigata si allontana intonando una canzone allegra).</stage>
        </p>
        <sp>
          <speaker>Flammen</speaker>
          <stage>(Appena solo,manda come un respiro di sollievo. Ah! Fa per tornare in casa. Camminando, calpesta gli zoccoletti laceri perduti da Lodoletta).</stage>
          <l>Che cosa c’è?</l>
          <l>Che cosa c’è per terra?</l>
          <stage>(si curva e raccoglie…un tremito convulso lo invade. Gli zoccoletti gli cadono di mano. Egli si sforza per dominarsi).</stage>
          <l>Chi ha osato d’irridermi…</l>
          <l>di ferirmi così…</l>
          <l>con uno scherzo vile?</l>
          <l>Ma no…nessuno</l>
          <l>nessuno poteva sapere…</l>
          <l>E allora…allora…</l>
          <l>Dio! Non volere che diventi folle!…</l>
          <l>Allontana da me</l>
          <l>un pensiero…un pensiero…</l>
          <l>ho paura! Ho paura!</l>
          <stage>(gridando e guardandosi intorno come preso dalla paura dell’ignoto).</stage>
          <l>Chi c’è? Chi c’è qui nel giardino?…</l>
          <l>Chi è entrato?</l>
          <l>Chi c’è?…chi c’è?</l>
          <stage>(guardando qua e là gli occhi sbarrati, ha scorto sopra un cespuglio una mano bianca…).</stage>
          <l>Dio di pietà</l>
          <l>Questa è la mia pazzia!</l>
          <stage>(corre verso il cespuglio).</stage>
          <l>Ah! Lodoletta!</l>
          <l>Anima mia!</l>
          <l>Come? Come sei qui?</l>
          <l>Come venisti? Dimmi!…</l>
          <l>Ah! Lodoletta, parla! parla!…Ah!…</l>
          <stage>(ha afferrato quel piccolo corpo rigido, lo ha stretto al suo petto…e adesso piomba a terra sempre abbracciato alla sua morticina, gridando come un folle):</stage>
          <l>Morir con te!</l>
          <l>Morir con te!…</l>
        </sp>
        <p>Fine.</p>
      </div>
    </body>
  </text>
</TEI>
