Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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L'evoluzione

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Montalenti, Giuseppe 50 occorrenze

Figura I. Rappresentazione schematica del differenziamento sistematico, in senso evoluzionistico. Forme più affini hanno un comune antenato piuttosto

genetica

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figura del Darwin e l’importanza delle sue opere. Si esporranno gli sviluppi dell’evoluzionismo negli anni successivi e si esamineranno le varie teorie

genetica

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Figura 2. L’omologia dimostrata con la comparazione dello scheletro dell’arto in diversi vertebrati tetrapodi. Arto anteriore e posteriore dell’uomo

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Figura 4. Le fenditure branchiali di un pescecane.

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Figura 5. Le fenditure branchiali di un embrione (da sinistra a destra) di torpedine (pesce), di rana (anfibio) e di un uomo (mammifero).

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Figura 6. Profilo del corpo e scheletro di un cetaceo (balena) per dimostrare la riduzione delle ossa del bacino e dell’arto posteriore

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Figura 7. Schema indicante l’epoca della comparsa e l’evoluzione dei principali gruppi di animali: lo spessore del tratto indica molto

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Figura 8. Ricostruzione (di W. E. Spradbery) di un paesaggio del Carbonifero (350 milioni di anni da oggi) con felci, equisetacee, selaginelle e

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Figura 9. Una Ammonite, Parapeltoceras annulare, del Giurassico medio (150 milioni di anni da oggi): diametro cm 4,8.

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Figura 10. Lo scheletro e l’impronta delle penne di Archaeopteryx lithographica dal calcare di Solenhofen in Baviera (da Zittel).

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Figura 11. Scheletro di Ichthyornis, uccello provvisto di denti del Cretacico del Kansas (da Marsh).

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forma schematica dalla figura 7. Alcune si sono mantenute pressoché costanti,

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Figura 12. Un Ittiosauro (rettile marino), Ichtyosaurus acutirostris del Giurassico inferiore dell’Inghilterra (180 milioni di anni da oggi).

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Figura 14. Paesaggio marino del Cretacico: Nel cielo Pterodattili, rettili volanti (apertura alare 8 metri); nel mare un ittiosauro e una tartaruga

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Figura 13. Un Pterosauro (rettile volante), (Peranodon longiceps) del Cretacico superiore del Kansas (100 milioni di anni da oggi): apertura alare di

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Figura 15. Ricostruzione di un rettile, il Diplodocus.

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Figura 16. Scheletro di Stegosauro (da Marsh).

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Figura 17. Alcuni rappresentanti della serie paleontologica dei cavalli: a) Hyracotherium, b) Orohippus, c) Mesohippus, d) Merychippus, e) Pliohippus

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Figura 18. Arto anteriore di alcuni rappresentanti della serie paleontologica dei cavalli: a) Eohippus, b) Orohippus, c) Mesohippus, d) Miohippus, e

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Figura 19. La serie paleontologica dei Titanoteri (Mammiferi perissodattili americani). Testa vista di faccia e di profilo. Dal basso in alto

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Figura 20. Schema della filogenesi dei Canidi e degli Ursidi. I singoli generi sono rappresentati dai crani delle specie più caratteristiche (da

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Figura 21. Variazioni della geografìa dell’Europa nel corso di 500 milioni di anni (da G. Gamow, Biographie de la Terre).

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Figura 22. La prima legge di Mendel (legge della segregazione) dimostrata dall’incrocio di due razze di chiocciole, con conchiglia bianca e

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per gli animali, e per l’uomo. Ne daremo qualche esempio. La figura 22 dimostra l’eredità di una coppia di caratteri nelle chiocciole. Possiamo

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Figura 23. Incrocio fra due razze di Mirabilis jalapa con fiore bianco e con fiore rosso. Gli eterozigoti hanno fiori rosa, ma, riproducendosi fra di

genetica

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Figura 24. La seconda legge di Mendel (legge della indipendenza) illustrata da un incrocio fra due razze di zucca, con frutto a disco, di color

genetica

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Figura 25. Schema per dimostrare come l’eredità mista, o intermedia, riduce la variabilità iniziale del 50% ad ogni generazione. Partendo da otto

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Figura 26. In alto: Drosophila melanogaster, maschio e femmina (ingranditi circa 40 volte). In basso: i rispettivi corredi cromosomici (ingranditi

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Figura 27. Schema della cariocinesi, o mitosi, in una cellula con due coppie di cromosomi.

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Figura 28. Schema della meiosi. I cromosomi di origine paterna in nero, quelli di origine materna in bianco.

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Figura 29. Percentuale di drosofile che sfarfallano tenendo le larve di vari ceppi caratterizzati da una mutazione in competizione con le normali

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Figura 30. La farfalla Biston betularia, nelle due forme: grigia normale, e melanica. Sul fondo grigio di un tronco d’albero coperto di licheni la

genetica

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Figura 31. La distribuzione delle due forme di Biston betularia in diverse regioni delle isole Britanniche. I piccoli cerchi bianchi indicano i

genetica

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Figura 32. Schema della struttura della molecola di DNA secondo il modello di Watson e Crick (da Montalenti, Introduzione alla genetica, Utet, Torino

genetica

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Figura 33. Il codice genetico, costituito da 64 combinazioni (triplette). Le quattro basi dell’RNA sono indicate con le iniziali: A, alanina; C

genetica

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Figura 34. Schema del codice genetico per l’emoglobina A normale e delle variazioni che producono l’emoglobina S e l’emoglobina C. La terza tripletta

genetica

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Figura 35. Rappresentazione schematica delle 22 coppie di autosomi e dei cromosomi X e Y nell’uomo con la distribuzione delle bande Q, G e R (dalla

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Figura 36. Albero genealogico delle scimmie e degli antropomorfi (da G. A. Harrison e J. S. Werner, 1964).

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scoperta da un altro dilettante, l’avvocato E. Lartet: la celebre figura del mammut incisa dagli uomini preistorici nella grotta di La Madeleine

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Figura 37. Evoluzione degli Hominidae (da G.A. Harrison e J.S. Weiner, 1964).

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Figura 38. Ricostruzione del Mammut siberiano.

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Figura 39. Scheletro di Mammut trovato in Siberia.

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Figura 40. Scheletro di un minatore neolitico conservato nel Museo di Bruxelles. Egli era intento allo scavo, in un cunicolo, per raccogliere qualche

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Figura 41. La figura del Mammut nella grotta di Combarelles (Francia) (da H. Breuil).

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Figura 42. Cranio del Pitecantropo comparato a quello del Gorilla (in alto) e a quello dell’uomo (in basso) (da Howells).

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Figura 42. Cranio del Pitecantropo comparato a quello del Gorilla (in alto) e a quello dell’uomo (in basso) (da Howells).

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Figura 44. Scheletro di Oreophitecus nelle cave di lignite di Baccinello (da J. Hürzeler).

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Figura 46. Capacità craniche di Antopoidi e di Ominidi (in c.c.) (da P. V. Tobias).

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È una singolare figura d’uomo e di scienziato, e vale la pena tratteggiarne la vita. Nacque in Piccardia, a Bazentin, nel 1744, undicesimo figlio di

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scheletri di certi animali, mancavano. In base a poche ossa ricostruì la figura di scheletri completi; e quando, lui morto, da altri giacimenti vennero

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